Fogli di Collegamento dei Volontari in Servizio Civile

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FESTA DELLA DONNA. AVOLON ORGANIZZA IL CONVEGNO “DONNE E SERVIZIO CIVILE”

 

Per celebrare la Festa della Donna, l'Associazione dei VOLontari Obiettori Non violenti (Avolon) con il patrocinio di Associazione Mosaico, organizza a Bergamo alle ore 10  presso la Fondazione Serughetti La Porta un convegno sul tema “Donne e Servizio Civile Volontario”, dove si analizzerà il processo che ha portato l’obiezione di coscienza dapprima ad aprirsi all’universo femminile, per poi passare a una realtà come quella attuale in cui il 75% dei volontari in Servizio Civile sono donne.

Avolon è una Onlus nata il primo gennaio 2005 su iniziativa di alcuni volontari e volontarie in Servizio Civile che hanno sentito l’esigenza di costituire un organismo che si occupasse dei problemi e delle tematiche connesse alla nuova figura dei volontari.

Quest’incontro si inserisce nello spirito dell’associazione, che si propone di promuovere iniziative per migliorare lo status dei volontari, di mantenere alta la qualità dei progetti, oltre ad organizzare e partecipare ad incontri ufficiali per acquisire rappresentatività, affinché i volontari e le volontarie abbiano voce in capitolo nel dialogare e discutere le scelte istituzionali che li riguardano.

Interverranno per l’occasione Elena Peracchi, redattrice del periodico "Fogli di collegamento dei volontari in servizio civile"; Ivana Pelliccioli, Responsabile del Servizio civile per l'Azienda Ospedaliera Bolognini di Seriate; Sara Polattini, Responsabile della selezione del Servizio civile per Associazione Mosaico; Paola De Rosa, Presidentessa di Avolon. E’ prevista la presenza di una giornalista come moderatrice.

L’invito è aperto a tutte le donne. Verrà offerto un omaggio floreale e un rinfresco finale a tutte le partecipanti.

 

Per maggiori informazioni:

Avolon – Via Enrico Scuri 1/C – 24128 Bergamo – Tel. 035 260073 – Fax 035 4329224 – info@avolon.it – www.avolon.it

Colorato alle 11:35 di martedì, 27 febbraio 2007


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ANGOLA_for_mail

Vi proponiamo l'incontro organizzato dall'Associazione "Linea d'Ombra" che, in questo modo, si propone di sostenere il progetto per la costruzione di una scuola in Angola.

L'incontro si svolgerà lunedì 30 ottobre alla Casa della Comunità di Bondo di Albino (BG) alle 20:30.

Colorato alle 14:28 di mercoledì, 25 ottobre 2006


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LA CITTADINANZA ATTIVA TRA GLOBALE E LOCALE
Sviluppare competenze per promuovere esperienze, attività, progetti di educazione allo sviluppo e i temi della mondialità

Sabato 28 ottobre e sabato 19 novembre, dalle 9 alle 18
Presso CELIM via Conventino, 8 - Bergamo


Il seminario, organizzato da Amici dei Popoli, fa parte di un progetto promosso da C.V.M. con il contributo del Ministero Affari Esteri-D.G.C.S. sugli Obiettivi del Millennio; esso mira a diffondere nell’opinione pubblica nazionale e nelle istituzioni il concetto e il valore di una cittadinanza attiva globale.

Il suo obiettivo principale è di favorire l’emergere di forme di pensiero critico e divergente per promuovere una coscienza politica di cittadinanza attiva verso la costruzione di un ordine mondiale più equo per tutti e di promuovere un sentimento di corresponsabilità etica tra tutti gli uomini.

Destinatari del progetto sono in primo luogo i FORMATORI visti nell’eccezione più ampia dagli insegnanti, agli educatori, agli animatori, agli operatoti socio-educativi, agli studenti universitari,che sono invitati a formarsi per trasmettere e diffondere la cultura della cittadinanza, dell’interdipendenza umana, della responsabilità e della solidarietà alle nuove generazioni


PROGRAMMA

Sabato
28 ottobre

9.00 saluto iniziale e presentazione

INIZIO LAVORI
9.30 Il concetto di cittadinanza attiva
Il villaggio globale
L’ educazione allo sviluppo,
alla pace, all’ambiente
e all’intercultura

13.00 pranzo

RIPRESA LAVORI
14.30 L’ attività dei formatori e le esperienze delle associazioni. e

CONCLUSIONI

Sabato
18 novembre

INIZIO LAVORI
9.00 Il progetto C.V.M.
Obiettivi ed operatività
L’organizzazione
La comunicazione
La valutazione
La relazione con il territorio

13.00 pranzo

RIPRESA LAVORI
14.30 Gli strumenti operativi:
le proposte, gli spazi
di confronto,
la collaborazione,
il lavoro di rete

CONCLUSIONI


La partecipazione è gratuita e subordinata all’iscrizione entro il 25 ottobre (è previsto un numero massimo di partecipanti).
Per iscrizioni: adp.treviglio@libero.it
Per informazioni: 333 8980771

Colorato alle 14:00 di martedì, 24 ottobre 2006


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TERRE E CULTURE: FAMIGLIE E COLTURE – Istituto Agrario di Bergamo, 13-14 ottobre 2006

Seminario sulle politiche agricole e l’educazione alimentare nella corretta sopravvivenza della famiglia.

Relazione a cura del Comitato Italiano per la sovranità alimentare

 

 

13 ottobre 2006

 

Saluti del preside – Prof. Benvenuto Cattaneo

 

Il preside dell’Istituto tecnico agrario di Bergamo ha presentato il seminario all’inizio di entrambe le giornate introducendo con un breve discorso il problema della sicurezza alimentare e sottolineando l’importanza della formazione degli studenti per le problematiche internazionali.

 

 Il concetto di sovranità alimentare e il ruolo dell’educazione nella sicurezza alimentare – Andrea Milesi, presidente Celim Bergamo _  Luca Basile, Amici dei popoli

 

Durante il Summit del 1996 la FAO introdusse per la prima volta il concetto di “in-sicurezza alimentare”, ponendolo al centro della discussione dei principali problemi da affrontare. Il termine “sicurezza alimentare” sottintende in realtà due definizioni differenti: nel mondo occidentale l’attenzione è posta sulla qualità e la rintracciabilità del cibo, mentre nel Sud del mondo il problema riguarda principalmente l’approvvigionamento e l’accesso alimentare.

 

Nel 2006, 10 anni dopo, le organizzazioni della società civile si sono rese conto che gli obiettivi raggiunti sono stati pochi e da questa considerazione è nata la necessità di ritrovarsi e di costituire un vero e proprio Comitato per la Sovranità Alimentare (nuovo concetto che amplia il precedente). L’obiettivo è quello di affrontare il problema della fame del mondo partendo dallo sviluppo e sostegno dell’agricoltura.

 

 La “sovranità alimentare” è un Diritto umano, ma non è ancora un diritto di tutti e paradossalmente il problema dei paesi in via di sviluppo è quello di non poter sfruttare le risorse delle località rurali (dove il cibo dovrebbe essere facilmente disponibile). Le risorse a cui si fa riferimento riguardano l’accesso, in tutti i suoi aspetti:  alla terra, all’acqua, alle sementi, alle tecnologie e al credito, prestando attenzione alle diverse priorità dei singoli luoghi. In queste zone è inoltre necessario sviluppare percorsi educativi che funzionino come  strumento fondamentale per creare fiducia nella popolazione, in modo che possa sentirsi protagonista del proprio destino, di un progetto di vita.

 

L’educazione rurale e l’importanza del cibo locale: il ruolo della Coldiretti per la sovranità alimentare - Dott. Luigi Radice, Federazione Regionale Col diretti

 

Il concetto di sicurezza alimentare interessa anche l’occidente e di conseguenza il nostro territorio. Con il Progetto Impresa Verde la Coldiretti propone una visione moderna dell’agricoltura e punta a costruire un sistema di imprese che sia nel contempo competitivo sul mercato, capace di valorizzare la qualità, la tipicità e la genuinità dei prodotti e di sostenere e proteggere l’ambiente. Nel progetto hanno un ruolo fondamentale le nuove generazioni di imprenditori agricoli, aperti all’innovazione tecnologica e a una nuova cultura dell’alimentazione e dell’ambiente.

L’iniziativa “campagna amica”  si inserisce in questo programma essendo nata per sviluppare un dialogo aperto e intenso con il cittadino consumatore e sostenere l’importanza della campagna in quanto garanzia di genuinità e appunto di sicurezza.

 

Tradizioni ed abitudini alimentari nella provincia di Bergamo - Dott. Andrea Terreni, Università di Pisa

Non ci pensiamo mai, ma la situazione del nostro territorio e della nostra società fino all’inizio del secolo scorso era simile a quella attuale delle popolazioni del Terzo mondo. I contadini vivevano in una condizione di miseria e povertà ed era presente una alimentazione di sussistenza (l’alimento principale era la polenta) che è stata sostituita solo a partire dagli anni 30 del novecento a seguito della industrializzazione. Nord e Sud si differenziavano già per struttura e organizzazione, ma sostanzialmente entrambe le popolazioni si nutrivano esclusivamente di cereali (mais, miglio…), ogni giorno ad ogni pasto.

 

L’importanza dell’educazione per le popolazioni rurali: il caso della Bolivia – Studenti ITAS

Presentazione del progetto E.R.P (Education for Rural People) per la Bolivia che ha coinvolto due classi e sette insegnanti. Gli studenti hanno approfondito il programma attraverso l’analisi e lo studio di testi a livello interdisciplinare partendo da un punto di riferimento particolare l’Ode all’imparare di Brecht (1933).

Il progetto prevedeva precisi obiettivi per le popolazioni rurali: prendere coscienza dell’importanza dell’educazione, identificare gli aspetti critici e attivare dinamiche di collaborazione tra scuola e società.

 

 

Ode all'imparare

 

Impara quel che è più semplice!

Per quelli il cui tempo è venuto,

non è mai troppo tardi!

Impara l'abc; non basta, ma imparalo!

E non ti venga a noia!

Comincia! Devi saper tutto, tu!

Tu devi prendere il potere.

 

Impara, uomo all'ospizio!

Impara, uomo in prigione!

Impara, donna in cucina!

Impara, sessantenne!

Tu devi prendere il potere.

 

Frequenta la scuola senzatetto!

Acquista il sapere, tu che hai freddo!

Affamato, afferra il libro: è un'arma!

Tu devi prendere il potere.

 

Non aver paura di chiedere

Non lasciarti influenzare,

Verifica tu stesso!

Quel che non sai tu stesso,

non lo saprai.

 

Controlla il conto,

sei tu che lo devi pagare.

Chiedi: e questo, perché?

Tu devi prendere il potere.

 

L’Osservatorio di Bergamo per gli obiettivi di sviluppo del millennio: obiettivo1-dimezzare la povertà assoluta e la fame nel mondo - Francesco Breviario, CISL Bergamo

 

L’Osservatorio è un coordinamento che raccoglie diverse associazioni e realtà bergamasche che si sono impegnate a sensibilizzare la società civile su quelli che vengono definiti “Obiettivi del Millennio”: 8 traguardi concreti di lotta alle povertà definiti nel 2000 da 189 paesi dell’ONU con  l’ambizione a realizzare entro il 2015 un sostanziale miglioramento delle condizioni di vita di miliardi di persone.

 

In particolare l’Osservatorio intende osservare e monitorare la “campagna del Millennio”, instaurare un rapporto con le scuole e sostenere un progetto di solidarietà in un paese in via di sviluppo (che sarà quello del Celim Bergamo a Tominian, in Mali). Un altro obiettivo sarà iniziare un dialogo con i parlamentari bergamaschi in modo da avere un collegamento diretto con il governo italiano per far presente l’attività dell’Osservatorio.

 

 

14 ottobre 2006 

 

Saluti del preside – Prof. Benvenuto Cattaneo

 

L’Osservatorio di Bergamo per gli obiettivi di sviluppo del millennio - Francesco Breviario, CISL Bergamo

Il relatore della CISL ha fatto da filo conduttore del Seminario riprendendo il discorso sull’Osservatorio di Bergamo e puntando l’attenzione sull’apporto che anche le piccole realtà, seppur consapevoli della loro limitatezza, possono offrire per la campagna degli obiettivi del Millennio.

 

Politiche agricole ed alimentari nell’UE – Luigi Carminati, Col diretti Bergamo

Tutto ciò cha accade da noi si riflette nel Sud del mondo e viceversa: analisi dell’evoluzione della PAC (Politica Agricola Comune).

L’articolo 39 del Trattato di Roma (1957) prevedeva che la “vecchia” politica europea puntasse su obiettivi quali il sostegno dei redditi produttivi agricoli, l’aumento della produzione e della produttività, la sicurezza degli approvvigionamenti, la stabilità dei prezzi del mercato, il tutto a favore di un sistema tendenzialmente protezionistico e poco attento alle strutture. Negli anni ’70 questa impostazione ha portato ad una vera e propria crisi: eccedenze strutturali di produzione, insostenibilità finanziaria, squilibri tra i paesi membri. Negli anni Ottanta si sviluppa quindi una diversa strategia definita “riduttiva e difensiva”, basata sulla gestione dei vincoli e su una struttura più complessa e burocratizzata. Con l’Agenda 2000 si è giunti a determinare la direttrice di bilancio e il sistema dei vincoli e riscrivere gli obiettivi di fondo della PAC: multifunzionalità, aumento della competitività, sostegno dell’occupazione e del reddito attraverso strategie di sviluppo rurale, attenzione alla questione agroambientale, attenzione alla qualità e salubrità degli alimenti. La Riforma di Medio Termine del giugno 2003 infine ha sintetizzato il programma della PAC sostanzialmente attorno a tre obiettivi: Disaccoppiamento, l’agricoltore produce in funzione del mercato e non del contributo, Modulazione, per spostare una parte dei contributi sul sostegno rurale, Eco-condizionalità, i regolamenti per attivare queste soluzioni.

L’impegno del mondo agricolo italiano/bergamasco è quindi a favore di una politica internazionale, oltre che locale, per la sostenibilità e la sicurezza alimentare.

 

Sovranità alimentare nel mondo: nuova colonizzazione? – Alberto Bonacina, Cooperativa Il Seme

Che impatto hanno le agrobiotecnologie nel mondo?

Le biotecnologie nel settore agroalimentare sono utilizzate per ottimizzare il ruolo dei microrganismi nella produzione di alimenti comuni. La conoscenza più approfondita (a livello molecolare) dei processi fermentativi di vino e birra, nonché dei meccanismi di incrocio e selezione di varietà animali e vegetali ha portato negli ultimi decenni ad un incremento degli investimenti in questo campo.

L’utilizzo delle biotecnologie ha provocato anche una forte reazione dell’opinione pubblica e di una fetta della comunità scientifica per le molteplici implicazioni che prevede. Una di queste riguarda le multinazionali agrobiotecnologiche che, basandosi sul principio della complementarità tra innovazione biologica e innovazione chimica, sembrano in realtà rafforzare un modello di agricoltura “chimica” intensiva, piuttosto che sostituirlo con uno più ecocompatibile. Le strategie utilizzate in questo senso sono diverse: strategia erbicida, strategia dei semi suicidi, strategia dei semi a germinazione indotta, e altre ancora. Il fatto che queste imprese producano sia il seme resistente all’erbicida  sia l’erbicida stesso, commerciandoli in un unico kit, comporta uno squilibrio nei rapporti tra commercianti e agricoltori.  I contadini sono infatti costretti ad utilizzare i prodotti biotecnologici brevettati senza poter sfruttare a pieno le caratteristiche del loro territorio e sostenere così la biodiversità. L’approccio caratteristico della società occidentale è di tipo scientifico-tecnologico: l’attenzione è perciò rivolta agli effetti, per i quali si propongono soluzioni “tecniche” e non si approfondiscono le cause. È questo il vero aspetto negativo delle biotecnologie: la tendenza ad esportare il modello unico occidentale e colonizzare in questo modo tutti i sistemi agricoli tradizionali.

Il cittadino medio europeo è diffidente rispetto alle biotecnologie perché ha timore per la sua salute (anche se non esistono prove evidenti che le “manipolazioni” siano nocive al nostro organismo), ma la biotecnologia è sostanzialmente un problema sociale, non (solo) sanitario.

La carenza alimentare nel mondo infatti non è dovuta solo all’aumento della popolazione ma alla rincorsa verso i modelli occidentali. Nonostante sia risaputo, per esempio, che la dieta italiana sia una delle più bilanciate, il modello di riferimento dei paesi del Sud sembra essere l’America (che ha un’alimentazione decisamente squilibrata). Il problema va analizzato secondo una prospettiva diversa, che è quella della biodiversità, oltre che della sostenibilità: ogni sistema produce i “suoi” prodotti, distinti, che vanno difesi.

È quindi necessario sostenere la silvicoltura, le agricoltura integrate, provvedere al ciclo dell’acqua e alla conservazione, rinunciando ad un unico modello dominante.

 

Sovranità alimentare: la posizione delle ONG italiane e le campagne della società civile – Claudio Trovato, FOCSIV

I punti fondamentali che stanno alla base del programma della sovranità alimentare sono la Disponibilità, l’Accesso, la Differenziazione, la Stabilità. Tutte le popolazioni del mondo hanno il diritto di avere il cibo a disposizione costante e devono poter organizzare le strutture e le attività agricole secondo le caratteristiche dei singoli territori. È necessario quindi che stabiliscano una naturale e duratura relazione con il proprio ambiente.

La campagna della FOCSIV parte da questi presupposti per scuotere le sensibilità dei cittadini che spesso dimenticano o non conoscono queste problematiche.

Colorato alle 15:24 di giovedì, 19 ottobre 2006


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SEMINARIO SOVRANITÀ ALIMENTARE. TERRE E CULTURE FAMIGLIE E COLTURE - Bergamo, sabato 14 ottobre 2006

Le politiche agricole e l’educazione alimentare nella corretta sopravvivenza della famiglia per lavorare concretamente sul tema della sovranità alimentare

 

 

In occasione dello Special Forum FAO, a 10 anni di distanza dal primo Summit, dal 18 al 22 settembre 2006 l’Italia ha ospitato a Roma le delegazioni governative che, nell’ambito del Comitato per la Sicurezza Alimentare della FAO, si riuniranno per valutare le azioni e gli impegni da rilanciare nella lotta alla fame.

Il Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare nato nel 2002 si è ricostituito nel 2006 in vista di questo appuntamento lanciando un appello a tutte le organizzazioni, i movimenti e le realtà sociali per un mese di mobilitazione per obbligare i governi a cambiare politica e affermare la SOVRANITA’ ALIMENTARE ovunque nel mondo come: “diritto dei popoli a definire le proprie politiche e strategie sostenibili di produzione, distribuzione e consumo di alimenti che garantiscano a loro volta il diritto all’alimentazione per tutta la popolazione”.

La mobilitazione intende costituire le condizioni per far avanzare le proposte sulla sovranità alimentare che si stanno promuovendo in Italia e nel mondo, per lottare per nuove logiche di produzione e distribuzione degli alimenti, per promuovere politiche agricole nel rispetto dell’ambiente, per sensibilizzare l’opinione pubblica e far pressione sui soggetti politici, i governi nazionali, gli organismi sovranazionali – in particolare la UE quale prima potenza agroalimentare del pianeta - perché mettano al centro delle loro agende le questioni relative all’accesso al cibo.

L’obiettivo principale del Comitato è di raccogliere la partecipazione più ampia possibile di  tutte le organizzazioni, i movimenti e le realtà sociali che vorranno far sentire la propria voce durante il mese di eventi che costituirà il calendario di una grande mobilitazione concertata tra forze diverse e ai diversi livelli: locale, nazionale, globale.

Sono state invitate quindi tutte le organizzazioni e movimenti a segnalare la propria adesione al Comitato e alla costruzione di un calendario di iniziative nel quadro della mobilitazione promossa per il periodo compreso fra il 1°ottobre e il 4 novembre 2006, calendario nel quale si inserisce l’invito al presente convegno.

 

 

 

14 Ottobre

Incontro pubblico presso Istituto Tecnico Agrario di Bergamo

Via Borgo Palazzo 128/A

 

 

9.30 SALUTI DEL PRESIDE

(Prof. Benvenuto Cattaneo)

 

INTRODUZIONE

9.45 A cura di ITAS Bergamo (Antonella Montaruli)

 

TAVOLA ROTONDA

10.00 L’Osservatorio di Bergamo per gli obiettivi di sviluppo del millennio (Francesco Breviario)

10.15 Politiche agricole ed alimentari nell’UE:

(Luigi Carminati – Coldiretti Bergamo)

10.45 Sovranità alimentare nel mondo: nuova colonizzazione? (Alberto Bonacina – Cooperativa Il Seme)

11.15 Sovranità alimentare: la posizione delle ONG italiane e le campagne della società civile (Claudio Trovato - FOCSIV)

           

Coordina Antonella Montaruli – ITAS Bergamo

 

11.45 – 12.15 DIBATTITO E CONFRONTO

Colorato alle 08:47 di venerdì, 13 ottobre 2006


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