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Mosaico - Percorsi di Servizio Civile: Esperienze a Confronto
Il ciclo di puntate "Mosaico - Percorsi di Servizio Civile", gestito da Associazione Mosaico, arriva al suo secondo appuntamento: questa settimana, Eleonora Pirrone ed Elena Peracchi intervisteranno Flavio Terzi ed Anna Castagna, un obiettore ed un'ex volontaria di Associazione Mosaico, per capire quanto i cambiamenti legislativi e culturali che hanno influenzato il mondo dell'obiezione, prima, e del servizio civile volontario, poi, abbiano influito sull'effettivo svolgimento dell'esperienza in questione. Venerdì dalle 14:25 alle 14:40 l'intervista incrociata si proporrà di dare spunti di riflessione agli ascoltatori in merito alla storia di un fenomeno che coinvolge, oggi, centinaia di giovani della provincia.
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Vi proponiamo l'incontro organizzato dall'Associazione "Linea d'Ombra" che, in questo modo, si propone di sostenere il progetto per la costruzione di una scuola in Angola.
L'incontro si svolgerà lunedì 30 ottobre alla Casa della Comunità di Bondo di Albino (BG) alle 20:30.
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LA CITTADINANZA ATTIVA TRA GLOBALE E LOCALE
Sviluppare competenze per promuovere esperienze, attività, progetti di educazione allo sviluppo e i temi della mondialità
Sabato 28 ottobre e sabato 19 novembre, dalle 9 alle 18
Presso CELIM via Conventino, 8 - Bergamo
Il seminario, organizzato da Amici dei Popoli, fa parte di un progetto promosso da C.V.M. con il contributo del Ministero Affari Esteri-D.G.C.S. sugli Obiettivi del Millennio; esso mira a diffondere nell’opinione pubblica nazionale e nelle istituzioni il concetto e il valore di una cittadinanza attiva globale.
Il suo obiettivo principale è di favorire l’emergere di forme di pensiero critico e divergente per promuovere una coscienza politica di cittadinanza attiva verso la costruzione di un ordine mondiale più equo per tutti e di promuovere un sentimento di corresponsabilità etica tra tutti gli uomini.
Destinatari del progetto sono in primo luogo i FORMATORI visti nell’eccezione più ampia dagli insegnanti, agli educatori, agli animatori, agli operatoti socio-educativi, agli studenti universitari,che sono invitati a formarsi per trasmettere e diffondere la cultura della cittadinanza, dell’interdipendenza umana, della responsabilità e della solidarietà alle nuove generazioni
PROGRAMMA
Sabato
28 ottobre
9.00 saluto iniziale e presentazione
INIZIO LAVORI
9.30 Il concetto di cittadinanza attiva
Il villaggio globale
L’ educazione allo sviluppo,
alla pace, all’ambiente
e all’intercultura
13.00 pranzo
RIPRESA LAVORI
14.30 L’ attività dei formatori e le esperienze delle associazioni. e
CONCLUSIONI
Sabato
18 novembre
INIZIO LAVORI
9.00 Il progetto C.V.M.
Obiettivi ed operatività
L’organizzazione
La comunicazione
La valutazione
La relazione con il territorio
13.00 pranzo
RIPRESA LAVORI
14.30 Gli strumenti operativi:
le proposte, gli spazi
di confronto,
la collaborazione,
il lavoro di rete
CONCLUSIONI
La partecipazione è gratuita e subordinata all’iscrizione entro il 25 ottobre (è previsto un numero massimo di partecipanti).
Per iscrizioni: adp.treviglio@libero.it
Per informazioni: 333 8980771
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Mosaico. Percorsi Di Servizio Civile
PUNTATA 1. STORIA DEL SERVIZIO CICILE
Radio Emmanuel, venerdì 20 ottobre 2006, ore 14.25
Venerdì 20 ottobre alle ore 14.25 su Radio Emmanuel andrà in onda la prima puntata del ciclo “Mosaico. Percorsi di servizio civile”, dedicata alla storia del servizio civile. Si analizzerà il contesto storico-sociale in cui nasce l’obiezione di coscienza, le contrapposizioni con la leva militare, i cambiamenti nella normativa di riferimento e i processi culturali che attraverso i quali il servizio civile ha assunto le connotazioni attuali.
Intervengono Annalisa Marini, presidente CESC Lombardia e la dott.ssa Sara Polattini, formatrice di Associazione Mosaico. Conducono Elena Peracchi ed Eleonora Pirrone.
Frequenze di Radio Emmanuel
93.80 – Bergamo e pianura
105.75 – Valli Brembana e Serina
94.00; 102.20; 103.30 – Vale Seriana
97.85; 98.15 – Sebino e Val Camonica
Per maggiori informazioni
Ass. Mosaico: tel. 035 254140
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TERRE E CULTURE: FAMIGLIE E COLTURE – Istituto Agrario di Bergamo, 13-14 ottobre 2006
Seminario sulle politiche agricole e l’educazione alimentare nella corretta sopravvivenza della famiglia.
Relazione a cura del Comitato Italiano per la sovranità alimentare
Saluti del preside – Prof. Benvenuto Cattaneo
Il preside dell’Istituto tecnico agrario di Bergamo ha presentato il seminario all’inizio di entrambe le giornate introducendo con un breve discorso il problema della sicurezza alimentare e sottolineando l’importanza della formazione degli studenti per le problematiche internazionali.
Il concetto di sovranità alimentare e il ruolo dell’educazione nella sicurezza alimentare – Andrea Milesi, presidente Celim Bergamo _ Luca Basile, Amici dei popoli
Durante il Summit del 1996
Nel 2006, 10 anni dopo, le organizzazioni della società civile si sono rese conto che gli obiettivi raggiunti sono stati pochi e da questa considerazione è nata la necessità di ritrovarsi e di costituire un vero e proprio Comitato per
La “sovranità alimentare” è un Diritto umano, ma non è ancora un diritto di tutti e paradossalmente il problema dei paesi in via di sviluppo è quello di non poter sfruttare le risorse delle località rurali (dove il cibo dovrebbe essere facilmente disponibile). Le risorse a cui si fa riferimento riguardano l’accesso, in tutti i suoi aspetti: alla terra, all’acqua, alle sementi, alle tecnologie e al credito, prestando attenzione alle diverse priorità dei singoli luoghi. In queste zone è inoltre necessario sviluppare percorsi educativi che funzionino come strumento fondamentale per creare fiducia nella popolazione, in modo che possa sentirsi protagonista del proprio destino, di un progetto di vita.
L’educazione rurale e l’importanza del cibo locale: il ruolo della Coldiretti per la sovranità alimentare - Dott. Luigi Radice, Federazione Regionale Col diretti
Il concetto di sicurezza alimentare interessa anche l’occidente e di conseguenza il nostro territorio. Con il Progetto Impresa Verde
L’iniziativa “campagna amica” si inserisce in questo programma essendo nata per sviluppare un dialogo aperto e intenso con il cittadino consumatore e sostenere l’importanza della campagna in quanto garanzia di genuinità e appunto di sicurezza.
Tradizioni ed abitudini alimentari nella provincia di Bergamo - Dott. Andrea Terreni, Università di Pisa
Non ci pensiamo mai, ma la situazione del nostro territorio e della nostra società fino all’inizio del secolo scorso era simile a quella attuale delle popolazioni del Terzo mondo. I contadini vivevano in una condizione di miseria e povertà ed era presente una alimentazione di sussistenza (l’alimento principale era la polenta) che è stata sostituita solo a partire dagli anni 30 del novecento a seguito della industrializzazione. Nord e Sud si differenziavano già per struttura e organizzazione, ma sostanzialmente entrambe le popolazioni si nutrivano esclusivamente di cereali (mais, miglio…), ogni giorno ad ogni pasto.
L’importanza dell’educazione per le popolazioni rurali: il caso della Bolivia – Studenti ITAS
Presentazione del progetto E.R.P (Education for Rural People) per
Il progetto prevedeva precisi obiettivi per le popolazioni rurali: prendere coscienza dell’importanza dell’educazione, identificare gli aspetti critici e attivare dinamiche di collaborazione tra scuola e società.
Ode all'imparare
Impara quel che è più semplice!
Per quelli il cui tempo è venuto,
non è mai troppo tardi!
Impara l'abc; non basta, ma imparalo!
E non ti venga a noia!
Comincia! Devi saper tutto, tu!
Tu devi prendere il potere.
Impara, uomo all'ospizio!
Impara, uomo in prigione!
Impara, donna in cucina!
Impara, sessantenne!
Tu devi prendere il potere.
Frequenta la scuola senzatetto!
Acquista il sapere, tu che hai freddo!
Affamato, afferra il libro: è un'arma!
Tu devi prendere il potere.
Non aver paura di chiedere
Non lasciarti influenzare,
Verifica tu stesso!
Quel che non sai tu stesso,
non lo saprai.
Controlla il conto,
sei tu che lo devi pagare.
Chiedi: e questo, perché?
Tu devi prendere il potere.
L’Osservatorio di Bergamo per gli obiettivi di sviluppo del millennio: obiettivo1-dimezzare la povertà assoluta e la fame nel mondo - Francesco Breviario, CISL Bergamo
L’Osservatorio è un coordinamento che raccoglie diverse associazioni e realtà bergamasche che si sono impegnate a sensibilizzare la società civile su quelli che vengono definiti “Obiettivi del Millennio”: 8 traguardi concreti di lotta alle povertà definiti nel 2000 da 189 paesi dell’ONU con l’ambizione a realizzare entro il 2015 un sostanziale miglioramento delle condizioni di vita di miliardi di persone.
In particolare l’Osservatorio intende osservare e monitorare la “campagna del Millennio”, instaurare un rapporto con le scuole e sostenere un progetto di solidarietà in un paese in via di sviluppo (che sarà quello del Celim Bergamo a Tominian, in Mali). Un altro obiettivo sarà iniziare un dialogo con i parlamentari bergamaschi in modo da avere un collegamento diretto con il governo italiano per far presente l’attività dell’Osservatorio.
14 ottobre 2006
Saluti del preside – Prof. Benvenuto Cattaneo
L’Osservatorio di Bergamo per gli obiettivi di sviluppo del millennio - Francesco Breviario, CISL Bergamo
Il relatore della CISL ha fatto da filo conduttore del Seminario riprendendo il discorso sull’Osservatorio di Bergamo e puntando l’attenzione sull’apporto che anche le piccole realtà, seppur consapevoli della loro limitatezza, possono offrire per la campagna degli obiettivi del Millennio.
Politiche agricole ed alimentari nell’UE – Luigi Carminati, Col diretti Bergamo
Tutto ciò cha accade da noi si riflette nel Sud del mondo e viceversa: analisi dell’evoluzione della PAC (Politica Agricola Comune).
L’articolo 39 del Trattato di Roma (1957) prevedeva che la “vecchia” politica europea puntasse su obiettivi quali il sostegno dei redditi produttivi agricoli, l’aumento della produzione e della produttività, la sicurezza degli approvvigionamenti, la stabilità dei prezzi del mercato, il tutto a favore di un sistema tendenzialmente protezionistico e poco attento alle strutture. Negli anni ’70 questa impostazione ha portato ad una vera e propria crisi: eccedenze strutturali di produzione, insostenibilità finanziaria, squilibri tra i paesi membri. Negli anni Ottanta si sviluppa quindi una diversa strategia definita “riduttiva e difensiva”, basata sulla gestione dei vincoli e su una struttura più complessa e burocratizzata. Con l’Agenda 2000 si è giunti a determinare la direttrice di bilancio e il sistema dei vincoli e riscrivere gli obiettivi di fondo della PAC: multifunzionalità, aumento della competitività, sostegno dell’occupazione e del reddito attraverso strategie di sviluppo rurale, attenzione alla questione agroambientale, attenzione alla qualità e salubrità degli alimenti.
L’impegno del mondo agricolo italiano/bergamasco è quindi a favore di una politica internazionale, oltre che locale, per la sostenibilità e la sicurezza alimentare.
Sovranità alimentare nel mondo: nuova colonizzazione? – Alberto Bonacina, Cooperativa Il Seme
Che impatto hanno le agrobiotecnologie nel mondo?
Le biotecnologie nel settore agroalimentare sono utilizzate per ottimizzare il ruolo dei microrganismi nella produzione di alimenti comuni. La conoscenza più approfondita (a livello molecolare) dei processi fermentativi di vino e birra, nonché dei meccanismi di incrocio e selezione di varietà animali e vegetali ha portato negli ultimi decenni ad un incremento degli investimenti in questo campo.
L’utilizzo delle biotecnologie ha provocato anche una forte reazione dell’opinione pubblica e di una fetta della comunità scientifica per le molteplici implicazioni che prevede. Una di queste riguarda le multinazionali agrobiotecnologiche che, basandosi sul principio della complementarità tra innovazione biologica e innovazione chimica, sembrano in realtà rafforzare un modello di agricoltura “chimica” intensiva, piuttosto che sostituirlo con uno più ecocompatibile. Le strategie utilizzate in questo senso sono diverse: strategia erbicida, strategia dei semi suicidi, strategia dei semi a germinazione indotta, e altre ancora. Il fatto che queste imprese producano sia il seme resistente all’erbicida sia l’erbicida stesso, commerciandoli in un unico kit, comporta uno squilibrio nei rapporti tra commercianti e agricoltori. I contadini sono infatti costretti ad utilizzare i prodotti biotecnologici brevettati senza poter sfruttare a pieno le caratteristiche del loro territorio e sostenere così la biodiversità. L’approccio caratteristico della società occidentale è di tipo scientifico-tecnologico: l’attenzione è perciò rivolta agli effetti, per i quali si propongono soluzioni “tecniche” e non si approfondiscono le cause. È questo il vero aspetto negativo delle biotecnologie: la tendenza ad esportare il modello unico occidentale e colonizzare in questo modo tutti i sistemi agricoli tradizionali.
Il cittadino medio europeo è diffidente rispetto alle biotecnologie perché ha timore per la sua salute (anche se non esistono prove evidenti che le “manipolazioni” siano nocive al nostro organismo), ma la biotecnologia è sostanzialmente un problema sociale, non (solo) sanitario.
La carenza alimentare nel mondo infatti non è dovuta solo all’aumento della popolazione ma alla rincorsa verso i modelli occidentali. Nonostante sia risaputo, per esempio, che la dieta italiana sia una delle più bilanciate, il modello di riferimento dei paesi del Sud sembra essere l’America (che ha un’alimentazione decisamente squilibrata). Il problema va analizzato secondo una prospettiva diversa, che è quella della biodiversità, oltre che della sostenibilità: ogni sistema produce i “suoi” prodotti, distinti, che vanno difesi.
È quindi necessario sostenere la silvicoltura, le agricoltura integrate, provvedere al ciclo dell’acqua e alla conservazione, rinunciando ad un unico modello dominante.
Sovranità alimentare: la posizione delle ONG italiane e le campagne della società civile – Claudio Trovato, FOCSIV
I punti fondamentali che stanno alla base del programma della sovranità alimentare sono
La campagna della FOCSIV parte da questi presupposti per scuotere le sensibilità dei cittadini che spesso dimenticano o non conoscono queste problematiche.
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